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venerdì 19 dicembre 2014

Quello che Ho Imparato sull'Ammerica Guardando i Film Ammericani (parte1)



Come tutti noi, anche io sono cresciuta a pane e America (dove per America s’intendono gli Stati Uniti, ndr). Gli USA li abbiamo vissuti, respirati, sognati, amati o odiati attraverso i telefilm, i film e le serie TV. Iniziando da Beverly Hills 90210, passando per Friends e finendo con The Big Bang Theory. Non aver visto almeno un film o telefilm americano essendo cresciuti in Europa è letteralmente impossibile, a meno che non si faccia parte di una sperduta tribù della gelida steppa finlandese, che vive di carne di renna e licheni. Io in America non ci sono mai stata, ma circa 40 anni di visione di prodotti americani da piccolo e grande schermo mi hanno fatto capire moltissimo del modo di vivere, della cultura, degli usi e dei costumi delle genti d’oltreoceano. Ecco a voi quello che mi sono portata a casa. 

In America appena nasce un bambino, i suoi genitori iniziano a mettere da parte i soldi per mandarlo al College, istituzione tipicamente costosissima. Mandare un figlio al College è l’obiettivo più importante della vita, una vera e propria questione d’onore. O College o morte sociale. Ricordate il travaglio familiare che tormentò i genitori dei gemelli Brenda e Brendon di Beverly Hills 90210 per decidere chi dei due dovesse andare al College prestigioso, dato che c’erano i soldi per una sola iscrizione? Finì che i gemelli decisero di andare al College sfigato della California, per risparmiare ed essere contenti entrambi (e probabilmente per esigenze di copione). Che sia pure sfigato, ma che sia un College!

Le case hanno tutte una cucina con al centro una sorta di blocco in legno attorno al quale vengono discusse le grandi questioni famigliari ed esistenziali. Lo chiameremo Il Grande Blocco in Legno della Cucina (GBLC). In queste cucine c’è sempre la famosa porta sul retro, dalla quale spesso entrano a tradimento amici e parenti. Nei frighi di queste cucine c’è sempre una tanica di latte da circa 5 litri. Ecco una scelta di scene dalla serie Family Ties (Casa Keaton in italiano) in cui si vede come la vita dei protagonisti si svolga tutta intorno al GBLC.

 
Il mondo in America si divide in winners e loosers. I loosers sono di solito i nerd sfigatoni che vanno benissimo a scuola e malissimo con le ragazze.

La High School è un luogo caratterizzato da lunghissimi corridoi con armadietti di metallo da cui gli studenti estraggono oggetti di ogni tipo tra una lezione e l’altra (infatti in America sono gli studenti a spostarsi di aula, non gli insegnanti). Come nella serie TV degli anni ’90 Saved by the Bell (Bayside School per noantri)


Copiare in classe è considerata una cosa di una gravità assoluta, non come da noi, che si fa di routine. Chi viene beccato a copiare (cheating) viene convocato istantaneamente con i genitori dal Principal, il Preside, e a quel punto sono cazzi.

L’avvenimento più importante degli anni della High School è il ballo del diploma, il Prom, quello in cui molti perdono la verginità. A questo ballo, che si svolge nella palestra della scuola allestita coi festoni, vengono eletti la regina e il re del ballo, ossia il ragazzo e la ragazza più belli e popular della scuola. Chi di noi non ricorda la mitologica scena della festa di fine anno in Ritorno al Futuro?

 
Alla fine della “High School” viene consegnato a tutti un annuario, con le foto e i dettagli di ciascun diplomato. Questo libro viene conservato religiosamente e consultato per anni, per vedere come ogni studente è andato a finire. Tipicamente, c’è sempre la foto di quello sfigato con gli occhialoni e il ciuffo a banana, che si pensava non avrebbe combinato nulla e invece guarda…


Quando a una ragazzo piace una ragazza, questo le chiede di uscire e poi si comincia col dating ossia l’andar fuori insieme (non si dice infatti che si sta insieme, ma che si esce insieme). All’inizio di una storia uno può scop uscire con altre persone senza informare l’altro e non c’è nulla di male. Poi arriva il momento in cui si decide che “non usciamo più con altri”, ce lo si dice ufficialmente e a quel punto la relazione diventa seria. 

La distinzione tra “ti voglio bene” e “ti amo” con tutte le varie sfumature in mezzo come da noi, non esiste. Esiste solo I love you che però si dice con estrema parsimonia ed è impegnativo al massimo, una specie di ufficializzazione totale del rapporto, mica pizza e fichi. Una classica scena è quella in cui uno dei due dice I love you all’altro e questo lo guarda con la bocca aperta e gli occhi strabuzzati mentre il pubblico sta col fiato sospeso e poi fa “oooooooooooh” e applaude a spellamani, come nella scena di The Big Bang Theory in cui Sheldon dice I love you ad Amy (al minuto 0:47)


Come inizio, direi che può bastare. … E voi, che cosa avete notato della cultura americana attraverso i film o telefilm?

martedì 2 dicembre 2014

Perchè Hai Lasciato Casa? Why Did You Leave Your Home Country? Annamaria




(English Version Below) 

Oggi per la serie "Perchè Hai Lasciato Casa?" pubblichiamo la storia di Annamaria, 48 anni, che ha lasciato Caserta per la Germania.

Nel 1994, quando diedi le dimissioni al lavoro che avevo a Napoli e comunicai la mia decisione di voler andare in Germania, rimasero tutti alquanto interdetti: amici e parenti. Lasciare il “certo” per l’incerto è da incoscienti, mi dicevano in tanti. Tuttavia non avevo esitazioni, qualcosa d’irrazionale mi diceva che quella era la decisione giusta per me. La mia famiglia mi aveva sempre sostenuto in tutte le cose che avevo fatto fino ad allora, ma quella volta rimase davvero sconcertata. Sentivo che vivere in Italia non mi bastava più, questo è il motivo che mi ha spinto ad andarmene. Dopo aver trascorso varie estati a Monaco, mi ero innamorata dell’organizzazione, dell’apertura mentale della gente, della natura, della facilità di poter fare molte cose che volevo. Nel corso di questi anni ho trovato tanti lavori (senza raccomandazione!) e non mi sono mai pentita di essermene andata. È chiaro che nel corso di questi anni ci sono state anche incomprensioni dovute alle differenze culturali, ma credo di essere finora riuscita a conciliare la mentalità italiana a quella tedesca, insomma, sono felice di vivere in Germania perché mi sono costruita un tipo di vita che molto probabilmente non mi sarebbe stato possibile in Italia.



"Why Did You Leave Your Home Country?" - Today is the turn of Annamaria, 48, who left Caserta, in Italy, for Germany.


When I left Italy and moved to Germany in 1994 I had no concrete plan of what I would be going to do there. All I knew is that I was missing something by “just living” in Italy. I needed a broader perspective, an intercultural experience and the chance to improve my German. I have a supportive family, however, my parents were really puzzled when they heard that I had quit my job in Naples to move to Germany! My friends thought that I was crazy but I have never regretted this decision even after the first summer with 15°, which I still remember very well.
Before moving, I had spent many summers in Munich and I liked the “German organization”, the open-minded attitude of the people I had met, the nature and the freedom I felt in daily life. The amazing thing was that I have found several jobs (and changed four cities) without anyone having to pull a few strings. Working in Germany is not the same as being on vacation, so I experienced my first cross-cultural misunderstandings while dealing with colleagues or friends. This was a bit awkward at the beginning but with the time, I got used to it and enjoyed also the German way of thinking and behaving without losing my Italian temperament. I am happy to live in Germany because I have sort of “tailor-made” my life in a way that would have probably not been possible in Italy.
 



sabato 29 novembre 2014

Perchè Hai Lasciato Casa? Why Did You Leave Your Home Country?




(English version below)
 
Carissimi quattro gatti che mi seguite numerosi lettori di questo blog, oggi inauguro una nuova rubrica, che spero raccoglierà diversi consensi e tanti partecipanti. La rubrica si chiama “Perchè Hai Lasciato Casa? - Why Did You Leave Your Home Country?"  e attraverso di essa vorrei raccogliere il maggior numero possibile di storie di persone, di qualsiasi età e provenienza, che hanno lasciato il proprio paese d’origine per trasferirsi altrove, per sempre o per un certo periodo. Vorrei capire che cosa spinge le persone a partire, a fare le valigie e ad abbandonare certezze e abitudini, per adattarsi ad una realtà più o meno diversa da quella originaria. Che cosa hanno trovato queste persone all’estero? Sono soddisfatte della scelta fatta? Tornerebbero indietro, se potessero? Sono tornate indietro, ma ripartirebbero, se solo ne avessero la possibilità?  O l’esperienza all’estero li ha completamente schifati e convinti a non muoversi mai più dal salotto di casa propria? Come si sentono, si sono integrate o credono che una vera integrazione non sia possibile? A queste e altre domande cercheremo di rispondere tramite “Perchè Hai Lasciato Casa? - Why Did You Leave Your Home Country?”.

Se volete partecipare a questa rubrica e mandarmi la vostra storia, sarò felicissima di pubblicarla. Quando scrivete, tenete conto che è importante raccontare il motivo per cui ve ne siete andati e come vi trovate o vi siete trovati nel paese di destinazione. Più particolari aggiungete, meglio è, ma le due cose menzionate sopra sono fondamentali. Grazie in anticipo a tutti coloro i quali avranno voglia di condividere la loro storia!
E-mail: ricominciodame2014@gmail.com

Inauguriamo la rubrica con la storia di Cristina, 35 anni, che ha fatto il salto da Modena a Sydney. Ecco che cosa mi ha raccontato:

Io non posso dire di essere andata via dal mio paese natale per una ragione in particolare. In Italia le cose andavano bene quindici anni fa in senso economico e poi avevo amici e un buon rapporto con la mia famiglia. Allora perché sono andata via? Sono partita per Londra a vent’anni, senza pensarci troppo: sono andata in vacanza a trovare il mio ragazzo e semplicemente ho ritardato il mio rientro. Una volta rientrata, avevo già preso la mia decisione e poco dopo sono partita per poi rimanere a Londra per dieci  anni. Lì poi ho incontrato quello che oggi è mio marito e insieme viviamo in Australia, il suo paese natale. Ho fatto bene? Ho fatto male?  Io una risposta non ce l'ho, perché' non sono come coloro i quali vanno all'estero per seguire una carriera, un sogno oppure per migliorare le condizioni economiche  della propria famiglia. Io non ero scontenta della mia vita.  Quindi spesso mi chiedo come sarebbe la mia vita ora, se fossi rimasta in Italia.  Meglio, peggio? Lasciare i propri cari non è una cosa da fare alla leggera. Certo, quando mi paragono a gente che non è mai andata via di casa, io mi sento una persona più forte, con una corazza più dura. Io non sono stata protetta dal nucleo  famigliare, perché è da quando avevo vent’anni che me la cavo sola. Questo mi ha fatto maturare e poi vivere altre culture comunque apre gli occhi e il cervello. Questa è la mia esperienza, per il resto giudicate voi.





Dear readers, for the past few months I have been thinking about a project which I would now like to make real. It’s called “Why Did You Leave Your Home Country?”. Basically, I would like to collect as many stories as possible of people –whatever their age and origin – who left their home country to move abroad for good or just for a while, whatever “home country” and “abroad” mean in each case (someone’s home country is of course somebody else’s abroad).
I would like to understand why people move abroad, why they leave home, families, friends, their habits to adapt to a sometimes completely different environment. What are or were these people looking for? Did they find it? Are they happy? Would they go back home, if they could? Did they go back home but would move again, if only they could? Or was their experience so horrible, that they have decided not to move again? Ever. Do these people feel totally integrated in their new countries, just in part or not at all? In “Why Did You Leave Your Home Country?” we will attempt to answer all of these questions and more.

If you would like to contribute to this project by sending me your story, I will be more than glad to publish it. When you write, please remember to mention the reason why you left home and if you are happy abroad. The more you tell us, the better of course but at least the two points mentioned above must be touched.
Thanks in advance to all of those who will share their story with me!

My e-mail address is ricominciodame2014@gmail.com 


The first one is Cristina’s story. Cristina is 35 and left Modena, Italy, for Sydney, Australia.


I can’t say I left my home country for a particular reason. Things were going well for me financially in Italy and also I had friends and a good relationship with my family. So why did I leave my home country? I went to London twenty years ago, without giving it a second thought. I had taken a holiday to go and see my boyfriend and I simply prolonged my stay there. Once back in Italy, I had already made my decision and shortly after I left Italy and ended up staying in London for ten years. There I met the man who is now my husband and we now live in Australia, his home country. Did I do the right thing or not? I don’t have an answer to this question, because I am not like those people who move abroad to make a career, make a dream come true or improve their family’s financial conditions.  I was not unhappy with my life. So often I ask myself what my life would be like had I stayed in Italy? Better, worse? Leaving your loved ones is not an easy thing to do.  Of course when I compare myself to people who have never left home, I feel stronger because I have developed a very thick skin. I was never protected by my family because I’ve had to cope on my own since I was twenty. This made me grow and also, living in a different cultural environment opens your eyes and your mind. This is my experience, now you may draw your conclusions.